DeepNude Classifica
Immagine generata con IA: giovane donna con lo smartphone in mano, in una stanza illuminata da insegne al neon viola

DeepNude app: le app per Android e iPhone che esistono davvero

Negli store ufficiali non c'è niente da installare: Google e Apple escludono la categoria per iscritto. Ecco cosa resta davvero sul telefono e cosa ti viene spacciato per applicazione.

In breve

Un'app DeepNude ufficiale non esiste, e non è questione di cercare meglio: Google Play e App Store escludono per iscritto questa categoria, e il programma del 2019 girava su Windows e Linux, mai su telefono. Quello che oggi ti viene proposto come applicazione è un sito che si apre nel browser, un file da installare a mano o un contatto dentro una chat.

Qui sotto trovi i servizi che abbiamo aperto dallo schermo del telefono senza installare niente, con il punteggio che hanno preso nei nostri test. Tutti e quindici, in fila, stanno nella classifica aggiornata dei servizi testati.

Aperti da smartphone il 12 settembre 2026

Cosa funziona davvero da Android e iPhone

Nessuno dei quattro si installa: si aprono in Chrome o in Safari come una pagina qualsiasi, e l'icona che puoi aggiungere alla schermata Home resta una scorciatoia a quella pagina. L'ordine è quello del punteggio generale della redazione, non della resa su schermo piccolo.

  1. Modella generata con IA per la scheda di Ainudez
    1Scelta della redazioneNiente da installare

    Ainudez

    9,4/10

    Testato nel

    Si apre dal browser del telefono come un sito qualsiasi, senza passare da uno store e senza permessi di sistema da concedere. Crediti omaggio non ne dà: il listino parte dal pacchetto da 500 crediti a 9,99 $.

  2. Modella generata con IA per la scheda di Pornworks
    2Verifica in corso

    Pornworks

    9,1/10

    Testato nel

    Stiamo rifacendo la prova su schermo piccolo: quando chiudiamo la verifica scriviamo qui come si comporta l'interfaccia con una mano sola e quanto pesa il file che scarichi.

  3. Modella generata con IA per la scheda di WaveSpeed
    31 $ di crediti

    WaveSpeed

    8,5/10

    Testato nel

    Lavora nel browser e lo dichiara: 1 $ di crediti al nuovo account, nessuna carta richiesta per iscriversi. I modelli più costosi restano fuori dalla prova, e quelli servono proprio quando passi dal telefono.

  4. Modella generata con IA per la scheda di UndressHer
    4Verifica in corso

    UndressHer

    8,2/10

    Testato nel

    Prima di dare un giudizio sul mobile vogliamo misurare i tempi di attesa in coda e la risoluzione reale del file scaricato, non l'anteprima che vedi a schermo.

Perché questi pulsanti ci fanno guadagnare. «Visita il sito» porta a un link di affiliazione: se acquisti un pacchetto prendiamo una commissione, tu paghi lo stesso prezzo e l'ordine della classifica non cambia di una riga (da dove arrivano i nostri ricavi).

Nel dettaglio

Quattro cose diverse che chiamano tutte allo stesso modo

La parola «applicazione» copre almeno quattro oggetti tecnici che si comportano in modo molto diverso sul tuo telefono. Riconoscerli al primo sguardo evita quasi tutti i guai di questa categoria.

Cosa troviCome arriva sul telefonoChe cosa comporta per te
Servizio nel browserApri un indirizzo in Chrome o in Safari, non installi nulla.La foto parte verso il server del servizio e la elabora lì; sul telefono non resta niente da disinstallare, ma nemmeno niente di tuo sotto controllo.
Icona sulla schermata HomeLa voce «Aggiungi a schermata Home» del browser crea una scorciatoia.Sembra un'applicazione e si apre a tutto schermo, ma è la stessa pagina web: nessun permesso di sistema, nessun aggiornamento che passi da uno store.
File di installazioneScaricato da un sito qualunque e installato dopo aver disattivato una protezione di Android.Nessun controllo preventivo e permessi decisi dal file stesso: è la strada su cui viaggia la gran parte del software dannoso, e l'abbiamo raccontata nei file APK che circolano con questo nome.
Contatto dentro una chatUn bot dentro un'app di messaggistica che hai già installato.Le immagini finiscono sul server di un operatore che non puoi identificare: come funzionano e perché durano poco è nella pagina sui bot che girano nelle chat.
Applicazione negli storePer questa categoria non esiste: le policy di Google e Apple la escludono.Se un risultato di ricerca te ne promette una, quella non fa ciò che dice: è un clone, un raccoglitore di dati o un abbonamento travestito.

Attenzione

Che cosa ti viene spacciato per applicazione

Il nome del programma del 2019 è rimasto libero e chiunque può appiccicarlo a qualsiasi cosa: quasi tutto ciò che si presenta come app DeepNude rientra in uno di questi tre schemi, e si riconosce prima di toccare qualunque pulsante.

Come ragionare

Perché negli store non c'è e cosa cambia per te

Non è una dimenticanza dei distributori: è scritto nelle regole che ogni sviluppatore accetta prima di pubblicare. Capire dove passa la linea spiega anche perché tutto il resto succede fuori dai negozi ufficiali.

Google Play esclude la categoria per iscritto

La norma sui contenuti di natura sessuale vieta «le app che contengono o promuovono contenuti di natura sessuale o linguaggio volgare, inclusa la pornografia». Nello stesso documento, tra le violazioni comuni, compare una riga che riguarda esattamente questa categoria: sono vietati i «contenuti di natura sessuale non consensuali creati mediante deepfake o tecnologie simili» (policy di Google Play sui contenuti sessuali).

Non è una zona grigia lasciata all'interpretazione del revisore: è la descrizione letterale di ciò che questi servizi fanno. Un'app DeepNude, o qualunque programma che produca lo stesso risultato, su Google Play non viene pubblicata; se per qualche giorno ci finisce, sparisce al primo controllo.

Apple la esclude alla linea guida 1.1.4

Le regole di revisione di Apple tengono fuori dallo store il materiale «overtly sexual or pornographic», definito come descrizioni o rappresentazioni esplicite di organi o attività sessuali fatte per stimolare un desiderio erotico (App Store Review Guidelines). C'è anche un secondo paletto meno noto, la linea guida 2.5.2: un'applicazione non può scaricare ed eseguire codice che introduca o cambi funzioni sue o di altre applicazioni.

Quel secondo punto chiude la scorciatoia che qualcuno prova comunque: pubblicare un contenitore innocuo e accendere le funzioni vere dopo l'approvazione. Anche quella strada è vietata dal regolamento che lo sviluppatore ha firmato.

Fuori dai negozi la responsabilità passa a te

Restano due sole strade, e cambiano di molto il rischio che ti prendi. La prima è il servizio web: apri l'indirizzo, lavori nella pagina, non installi niente; che cosa cambia lavorando dal browser lo abbiamo misurato a parte, insieme a dove finiscono i file. La seconda è l'installazione manuale di un pacchetto scaricato dalla rete, ed è quella su cui Google stessa ha i numeri peggiori: nell'annuncio del programma di verifica degli sviluppatori parla di una quantità di software dannoso «oltre 50 volte» superiore rispetto a quello distribuito su Play (Android Developers Blog, agosto 2025).

Da qui arriva anche la novità che cambierà il panorama: dal 30 settembre 2026 in Brasile, Indonesia, Singapore e Thailandia le applicazioni installate sui dispositivi certificati dovranno appartenere a uno sviluppatore verificato, e dal 2027 la regola si estende al resto del mondo (documentazione Android sulla verifica degli sviluppatori). Chi distribuisce pacchetti anonimi ha davanti un orizzonte corto.

Quattro controlli da fare prima di iscriverti

Dal telefono si vede meno e si sbaglia di più: lo schermo nasconde l'indirizzo, i pulsanti sono grandi e il pollice va da solo. Questi quattro passaggi costano cinque minuti e scartano quasi tutto quello che non vale la pena aprire:

  • leggi il dominio per intero nella barra, non il titolo della pagina: le imitazioni giocano su una lettera di differenza e sul fatto che il telefono tronca l'indirizzo;
  • cerca ragione sociale e sede nelle note legali. Se non c'è un titolare, non c'è nemmeno un destinatario per la richiesta di cancellazione che il GDPR ti riconosce;
  • apri i termini alla voce rinnovo e rimborso prima di inserire la carta. La parola «rinnovo» che non compare da nessuna parte è già una risposta;
  • se un sito ti propone un file da installare invece di lavorare nella pagina, chiuditelo: nessuno dei servizi seri di questa categoria ha bisogno di entrare nel tuo telefono.

Sono gli stessi passaggi che ripetiamo su ogni servizio prima di assegnargli un voto, e la parte sul portafoglio la trovi nel dettaglio in cosa danno davvero i piani di prova.

FAQ

Le domande su telefono e applicazioni

Rispondiamo con le regole pubblicate dagli store, con i listini dei servizi e con quello che abbiamo visto aprendoli dallo schermo del telefono. Non con quello che promettono i risultati di ricerca.

Esiste un'app DeepNude ufficiale?

No, e non è mai esistita nella forma che stai cercando. Il programma del 2019 girava su Windows e Linux ed è stato ritirato dal suo stesso autore dopo pochi giorni. Da allora il nome è rimasto come etichetta generica, ma nessuno dei servizi nati dopo ha un'applicazione pubblicata su Google Play o su App Store, perché entrambi vietano questa categoria di contenuti.

Si può usare qualcosa del genere da Android?

Sì, ma dal browser: apri l'indirizzo del servizio in Chrome e lavori nella pagina, esattamente come faresti dal computer. L'alternativa è installare a mano un pacchetto scaricato dalla rete, ed è la strada su cui Google misura oltre cinquanta volte più software dannoso rispetto a quello distribuito da Play. La comodità che ci guadagni è nulla, il rischio è tutto tuo.

E da iPhone?

Dall'iPhone resta solo il browser. La linea guida 1.1.4 di Apple esclude dallo store il materiale sessualmente esplicito, e la 2.5.2 impedisce a un'applicazione approvata di scaricare codice che ne cambi le funzioni. Puoi aggiungere il sito alla schermata Home per averlo a portata di pollice: è una scorciatoia alla pagina, non un programma installato.

Le applicazioni che trovo negli store con questo nome cosa sono?

Quello che compare cercando «app DeepNude» negli store, nella quasi totalità dei casi, è altro: fotoritocco generico, cambio di sfondo o filtri, che sfruttano il nome nella descrizione per intercettare le ricerche. Non fanno quello che il titolo lascia intendere, perché se lo facessero verrebbero rimosse. La delusione, in quel caso, è il finale migliore: gli altri esiti sono un abbonamento partito da solo o un account da chiudere.

Un servizio web è più sicuro di un file da installare?

Sul fronte del telefono sì, e di parecchio: la pagina web resta dentro il browser, non ottiene permessi di sistema e non sopravvive alla chiusura della scheda. Sul fronte delle immagini il conto è diverso: la foto la carichi comunque su un server altrui e da lì in poi dipendi dalla sua informativa privacy. Sono due rischi distinti e vanno valutati separatamente.

Le regole cambieranno?

Nella direzione opposta a quella che spera chi cerca un pacchetto da installare. Android sta introducendo l'obbligo di sviluppatore verificato anche per il software installato fuori dai negozi: parte il 30 settembre 2026 in quattro paesi e prosegue dal 2027 sul resto dei dispositivi certificati. Le policy dei due store sui contenuti sessuali, nel frattempo, restano dove sono.

Usare questi servizi dal telefono è legale in Italia?

Lo strumento non è vietato in sé; lo è l'uso che se ne fa sulle persone. L'art. 612-quater del codice penale punisce con la reclusione da uno a cinque anni chi diffonde senza consenso immagini o video manipolati con l'intelligenza artificiale, causando un danno alla persona ritratta. La regola pratica non cambia con lo schermo: solo foto tue o di adulti che hanno dato un consenso esplicito, e niente che riguardi altri pubblicato da qualche parte.

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