
Vittima di un DeepNude? Cosa fare subito
Che cosa fare nelle prime ore e nei giorni dopo: salvare le prove, fermare la diffusione, ottenere la rimozione. Procedure italiane, tutte gratuite, con gli indirizzi verificati uno per uno.
Prima di tutto
Se qualcuno ha creato o sta diffondendo una tua immagine falsa, le prime tre cose sono sempre le stesse: salva le prove prima che spariscano, non rispondere a chi ti minaccia e non pagare, chiedi la rimozione senza aspettare di aver deciso se denunciare. Non hai fatto niente di sbagliato, e nessuno di questi passaggi ti obbliga a spiegare nulla a nessuno.
Sotto trovi i passaggi in ordine, con gli indirizzi italiani a cui rivolgersi e che cosa serve avere in mano per ciascuno. Se qualcosa ti sembra troppo, comincia dal primo: le prove sono l'unica cosa che si perde per sempre.
I passaggi
Cinque cose da fare, in quest'ordine
Si possono fare tutte, o solo le prime. Sono indipendenti: la rimozione non richiede una denuncia, e la denuncia non impedisce la rimozione.
Salvare le prove, prima che spariscano
Chi pubblica questo materiale spesso lo cancella dopo poche ore, o cambia account: quello che non hai salvato non esisterà più quando servirà. Fai una schermata di ogni pagina in cui compare il contenuto, con l'indirizzo completo visibile nella barra del browser e la data del dispositivo a schermo. A parte, in un file di testo, annota gli indirizzi, il nome di chi ha pubblicato e il giorno in cui l'hai visto.
Se la minaccia arriva in chat, non cancellare la conversazione e non bloccare subito chi scrive: prima esporta o fotografa l'intero scambio, compresi nome utente, messaggi precedenti e coordinate di pagamento. Sono gli elementi che permettono a chi indagherà di risalire a un conto o a un'utenza.
Se hai il file dell'immagine, tienilo com'è: non ritagliarlo, non ridurlo, non rimandarlo in giro. Serve così sia per le procedure di rimozione sia, eventualmente, per una perizia. E se non hai la certezza che sia manipolata, i controlli sono in come si verifica se un'immagine è stata generata.
La segnalazione al Garante, quando temi la diffusione
Esiste una procedura italiana pensata per il momento prima: l'art. 144-bis del Codice in materia di protezione dei dati personali. Chiunque — «compresi i minori ultraquattordicenni» — abbia fondato motivo di ritenere che immagini o video sessualmente espliciti che lo riguardano possano essere diffusi senza il suo consenso può segnalare il pericolo al Garante, che decide entro quarantotto ore dal ricevimento. Quando riguardano un minore, la segnalazione può essere presentata anche dai genitori o da chi esercita la responsabilità genitoriale.
Si presenta dal modulo pubblicato dall'Autorità, indicando le piattaforme attraverso cui temi la diffusione e le ragioni del timore; i contenuti da proteggere si trasmettono dopo, tramite un link che l'Autorità comunica. Il provvedimento viene poi notificato alle piattaforme coinvolte, che ricevono le impronte dei file e possono bloccarne il caricamento.
Due precisazioni che il Garante scrive da sé. Inviare all'Autorità quelle immagini non integra il reato di diffusione illecita dell'art. 612-ter del codice penale. E l'intervento «non è in grado di assicurare, in termini assoluti, che l'evento temuto non si verificherà», perché chi minaccia può detenere versioni anche solo parzialmente diverse.
Ottenere la rimozione, canale per canale
La segnalazione dentro la piattaforma resta il passaggio più rapido: ogni servizio ha una voce per i contenuti intimi non consensuali, da usare anche quando l'immagine è palesemente falsa. In parallelo conviene attivare due strumenti che lavorano sulle impronte dei file invece che sui singoli indirizzi.
Il primo è StopNCII, gestito dalla Revenge Porn Helpline britannica: l'impronta viene calcolata sul tuo dispositivo e l'immagine non viene caricata da nessuna parte. Serve avere il file, essere la persona ritratta ed essere maggiorenne; le immagini «deepfake» o sintetiche rientrano esplicitamente nella definizione che il servizio adotta. Fra le aziende che ricevono quelle impronte ci sono Facebook, Instagram, Threads, TikTok, Reddit, Snap, X, Bluesky, Microsoft per la ricerca su Bing, OnlyFans e Pornhub. Il limite: la corrispondenza è esatta, quindi un ritaglio o un filtro producono un'immagine nuova, da sottoporre di nuovo.
Il secondo è il motore di ricerca. Google accetta la richiesta di togliere dai risultati immagini e video sessuali che ti riguardano «indipendentemente dal fatto che i contenuti siano falsi o reali» — ma la pagina sparisce dai risultati, non dal sito che la ospita: è un passaggio in aggiunta alla segnalazione, non al posto suo. Se il contenuto sta su un servizio di cui scriviamo, in quali canali fermano un'immagine intima diffusa senza consenso trovi le stesse strade riassunte e le prove da preparare prima di usarle.
Querela e denuncia: dove si fanno davvero
Le due norme che riguardano questi casi sono l'art. 612-ter del codice penale, sulla diffusione illecita di immagini sessualmente esplicite, e l'art. 612-quater, introdotto dalla legge sull'intelligenza artificiale per i contenuti falsificati o alterati con sistemi di IA. Entrambe procedono a querela della persona offesa, e per il 612-ter il termine per proporla è di sei mesi. Si procede invece d'ufficio in alcuni casi, fra cui il fatto commesso verso una persona incapace per età o per infermità: non serve che sia la vittima a muoversi.
Sul come, una precisazione che fa perdere tempo a molte persone. Il modulo «Segnala online» della Polizia Postale non è una denuncia: attraverso quel servizio «non possono essere inviate comunicazioni riguardanti querele, denunce». Serve a segnalare un fenomeno, ed è utile, ma non fa partire un procedimento.
Anche il portale delle denunce online della Polizia di Stato non copre questi reati: è in sperimentazione presso pochi uffici e l'elenco dei fatti ammessi si ferma a furto, frode informatica, truffa, accesso abusivo, uso indebito di carte e diffamazione online. Per una querela ai sensi del 612-ter o del 612-quater si va di persona in un ufficio di polizia o dei carabinieri, o in procura, portando le prove raccolte. Le pene e i casi in cui si procede senza querela sono in quello che la legge italiana prevede su queste immagini.
Se la persona ritratta ha meno di diciotto anni
Qui cambia tutto, e in meglio dal punto di vista di chi subisce: non si tratta più di una querela da presentare entro un termine. L'art. 600-quater.1 del codice penale stabilisce che le norme sulla pornografia minorile si applicano anche quando il materiale rappresenta immagini virtuali realizzate utilizzando immagini di minori, con la pena diminuita di un terzo. Sono reati per cui si procede d'ufficio: basta che i fatti arrivino a conoscenza dell'autorità.
I canali sono diversi. Per la rimozione, lo strumento per chi era minorenne al momento dell'immagine non è StopNCII ma Take It Down, gestito dal centro statunitense per i minori scomparsi e sfruttati, disponibile anche in italiano e con lo stesso principio: l'impronta si calcola sul dispositivo, il file non viene caricato. Per l'ascolto e l'attivazione dei servizi c'è il 114 Emergenza Infanzia, servizio del Dipartimento per le politiche della famiglia gestito da Telefono Azzurro, raggiungibile per telefono e in chat.
Una cosa da non fare: conservare o inoltrare il file «come prova», nemmeno per mostrarlo a un adulto di fiducia. Si segnalano indirizzi e schermate, il materiale lo gestisce chi ne ha il titolo. La nostra posizione è in che cosa facciamo quando un contenuto riguarda un minore.
In breve
A chi rivolgersi, e per che cosa
Nessuno di questi canali esclude gli altri, nessuno costa niente. La terza colonna dice che cosa serve avere in mano prima di iniziare.
| Dove | A che cosa serve | Che cosa ti serve |
|---|---|---|
| Garante per la protezione dei dati personali | Bloccare in anticipo la diffusione su più piattaforme; decisione entro 48 ore. | Il file e l'elenco delle piattaforme su cui temi la diffusione. |
| Piattaforma su cui è pubblicato | Togliere il singolo post o il singolo account. | L'indirizzo esatto del contenuto. |
| StopNCII | Impedire il ricaricamento su una ventina di servizi che usano le impronte. | Il file, la maggiore età, essere la persona ritratta. |
| Take It Down | Lo stesso, per immagini scattate quando la persona era minorenne. | Il file sul dispositivo. |
| Modulo di rimozione di Google | Far sparire la pagina dai risultati di ricerca, non dal sito. | Gli indirizzi delle pagine da rimuovere. |
| Ufficio di polizia o dei carabinieri | Presentare querela o denuncia e far partire le indagini. | Documento, schermate, indirizzi, conversazioni salvate. |
| 1522 · 114 · PermessoNegato | Parlare con qualcuno, orientarsi, avere aiuto legale e psicologico. | Niente: si chiama e basta. |
Non da sola, non da solo
Chi ascolta, e cosa non aiuta
La parte pratica non copre tutto. Queste tre cose contano quanto le procedure, e la prima vale anche di notte.
FAQ
Le domande che arrivano più spesso
Risposte basate sul testo delle norme e sulle procedure pubblicate dalle autorità e dai servizi citati in pagina.
Devo denunciare per far togliere l'immagine?
No. La rimozione e la denuncia sono percorsi separati: puoi segnalare alla piattaforma, al Garante e ai servizi che lavorano sulle impronte dei file senza aver presentato alcuna querela, e puoi decidere di presentarla più avanti. Per l'art. 612-ter il termine per la querela è di sei mesi.
L'immagine è falsa: cambia qualcosa dal punto di vista legale?
Non in tuo svantaggio. L'art. 612-quater del codice penale riguarda proprio le immagini falsificate o alterate con sistemi di intelligenza artificiale diffuse senza consenso, e prevede la reclusione da uno a cinque anni quando ne deriva un danno ingiusto. Non devi dimostrare che la scena sia reale, semmai il contrario.
Mi chiedono soldi per non pubblicare. Che faccio?
Non pagare e non rispondere, ma non cancellare niente: salva l'intera conversazione, il nome utente e le coordinate di pagamento richieste. Puoi segnalare al Garante il rischio di diffusione prima che avvenga, e portare il materiale salvato a un ufficio di polizia. Chi incassa una prima volta ricontatta quasi sempre.
Posso chiedere la rimozione se la foto ritrae me da minorenne?
Sì, e il canale è diverso: Take It Down, il servizio che vale per immagini scattate quando la persona aveva meno di diciotto anni, anche se oggi è maggiorenne. In quei casi i reati procedono d'ufficio e il file non va conservato né inoltrato: si segnalano indirizzi e schermate.
Perché questa pagina sta su un sito che recensisce questi strumenti?
Perché chi arriva qui spesso ci arriva dopo aver cercato il nome di un servizio. Siamo un progetto editoriale: non generiamo immagini, non riceviamo foto e scriviamo che cosa fanno davvero i servizi che producono queste immagini, uno per uno, comprese le loro condizioni sul consenso. Questa pagina non contiene link agli strumenti né alcun collegamento remunerato.