
DeepNude gratis: cosa offrono davvero i piani free
Qualche credito all'iscrizione, filigrana sul risultato e risoluzione ridotta: ecco cosa c'è dietro la parola «gratis», servizio per servizio.
In breve
Un DeepNude gratis e completo non esiste. Alcuni servizi accreditano qualche gettone all'iscrizione, quanto basta per una o due immagini con filigrana e in bassa risoluzione; altri partono direttamente dal primo pacchetto a pagamento. Qui trovi chi dà cosa, con quali limiti e dove si nascondono i costi.
I sei servizi con il punteggio più alto, piani a pagamento compresi, sono nella classifica generale della redazione. In questa pagina guardiamo una cosa sola: quanto ti lasciano fare prima di chiederti i soldi.
Nel dettaglio
Cosa include un piano gratuito
Le voci cambiano da servizio a servizio, ma lo schema si ripete quasi sempre uguale. Cinque cose da guardare, e cosa significano davvero quando le leggi in un listino.
| Voce | Come funziona di solito | Cosa guardare prima di iscriverti |
|---|---|---|
| Crediti | Un saldo iniziale piccolo, uno o due risultati e finisce lì. | Quanti crediti consuma una singola elaborazione: è quel numero, non il saldo, a dirti quante prove hai davvero. |
| Filigrana | Il marchio del servizio stampato sul risultato del piano gratuito. | Se sparisce solo pagando o anche condividendo il link: alcuni la usano come leva promozionale. |
| Risoluzione | Download in formato ridotto; il file a piena risoluzione è nei piani a pagamento. | I pixel reali del file scaricato, non l'anteprima a schermo: è lì che si vedono gli errori sulle mani e sui bordi. |
| Carta di credito | Spesso non serve per aprire l'account, serve per sbloccare i crediti. | Se te la chiedono «solo per la verifica»: nove volte su dieci stai accettando un rinnovo automatico. |
| Scadenza | I crediti omaggio possono restare sull'account o scadere dopo pochi giorni. | La data di scadenza sta nei termini d'uso, non nella pagina dei prezzi. Cercala prima di registrarti. |
Attenzione
Le trappole dietro la parola gratis
Tre schemi che si ripetono su quasi tutti i servizi di questo tipo. Nessuno dei tre è illegale: sono scritti nei termini d'uso, solo che nessuno li legge.
Come ragionare
Perché una versione davvero gratuita non esiste
Non è cattiveria dei gestori: è il conto della corrente elettrica. Capire dove finiscono i soldi aiuta a leggere i listini e a riconoscere subito chi promette più di quanto possa dare.
Ogni immagine costa a chi la produce
Dietro a ogni risultato c'è una scheda grafica che macina calcoli per qualche decina di secondi, e quel tempo qualcuno lo paga. I servizi a consumo lo scrivono apertamente: su WaveSpeed un'immagine parte da 0,005 $ e un secondo di video da 0,01 $, a seconda del modello (listino consultato il 12 settembre 2026). Sono cifre minuscole prese una alla volta, ma diventano un conto vero moltiplicate per migliaia di persone che non pagano nulla.
Da qui nasce la regola che vale per tutti: il piano gratuito è un campione, non un prodotto. Serve a farti vedere la qualità e a fermarti un passo prima del risultato che volevi davvero.
Che cosa ti tolgono, di preciso
I limiti del piano gratuito non sono messi a caso: ognuno ha uno scopo commerciale preciso. La filigrana rende il risultato inutilizzabile fuori dallo schermo. La risoluzione ridotta nasconde proprio i difetti che ti farebbero giudicare male il servizio, e insieme ti impedisce di usare il file. La coda lenta ti fa sentire quanto sarebbe comoda quella prioritaria. I crediti omaggio, infine, finiscono sempre un tentativo prima di quello buono.
Sul telefono lo schema è identico, con in più i paletti degli store: le app che abbiamo provato su Android e iPhone ripropongono gli stessi limiti con un'interfaccia diversa.
Negli store ufficiali non c'è niente da scaricare
Non è una svista dei distributori. Le regole di Google Play vietano le applicazioni «che contengono o promuovono contenuti di natura sessuale» (policy sui contenuti di natura sessuale), e la linea guida 1.1.4 di Apple esclude il materiale «overtly sexual or pornographic» (App Store Review Guidelines). Un'applicazione ufficiale su quei due canali non esiste e non può esistere.
Quindi «app gratuita» significa due cose molto diverse: o un servizio che gira nel browser del telefono, e allora è la stessa cosa che useresti dal computer, oppure un file APK preso fuori dagli store, da installare disattivando le protezioni di Android. Il primo gruppo lo abbiamo raccolto nella pagina sui servizi che si usano dal browser; il secondo è il territorio dei file infetti, e lì il risparmio si paga in un altro modo.
Come controllare un servizio prima di pagare
Tre verifiche in cinque minuti scartano la maggior parte delle fregature, e non serve essere esperti per farle:
- cerca ragione sociale e sede nelle note legali del sito. Se non ci sono, non c'è nemmeno un titolare a cui chiedere la cancellazione dei dati, e i diritti che ti dà il GDPR restano sulla carta;
- apri i termini d'uso alla voce rinnovo e rimborso prima di inserire la carta, non dopo. Se la parola «rinnovo» non compare da nessuna parte, è già una risposta;
- spendi i crediti omaggio su un'immagine sintetica e ingrandisci il risultato al 100%. Mani, bordi e risoluzione reale del file dicono più di qualsiasi galleria di esempi, che il servizio sceglie apposta.
Sono gli stessi passaggi che ripetiamo su ogni servizio prima di dargli un voto: i pesi e i cinque parametri con cui arriviamo al punteggio finale stanno nella pagina su i cinque criteri del nostro punteggio.
FAQ
Le domande su crediti e piani gratuiti
Rispondiamo con quello che c'è scritto nei listini e nei termini d'uso dei servizi, e con quello che abbiamo misurato provandoli. Non con i loro slogan.
Esiste un DeepNude davvero gratuito?
No, non nel senso in cui lo stai cercando. Quello che trovi è un assaggio: pochi crediti all'iscrizione, filigrana sul risultato e file in bassa risoluzione. Alcuni servizi non regalano nemmeno quello e partono dal primo pacchetto a pagamento. Chi promette immagini illimitate senza spendere un euro, di norma, o vuole la tua carta o vuole i tuoi dati.
Serve la carta di credito per provare un piano gratuito?
Dipende dal servizio. Alcuni aprono i crediti di prova subito dopo la registrazione con la sola email: WaveSpeed, per esempio, dichiara nel listino che per iscriversi la carta non serve. Altri la chiedono «solo per la verifica», e in quel caso quasi sempre stai attivando un abbonamento che si rinnova da solo. La differenza è scritta nei termini, non nel pulsante.
I risultati del piano gratuito hanno la filigrana?
Nella maggior parte dei casi sì, ed è il motivo per cui il piano gratuito esiste: ti mostra la qualità e allo stesso tempo ti impedisce di usare il file fuori dallo schermo. Dove la filigrana non c'è, di solito il limite si sposta altrove, sulla risoluzione del download o sul numero di elaborazioni al giorno.
Quanto durano i crediti omaggio?
Cambia parecchio: in alcuni servizi restano sull'account finché non li usi, in altri scadono dopo pochi giorni dalla registrazione. È una delle voci che compaiono nei termini d'uso e non nella pagina dei prezzi, quindi vale la pena cercarla prima di iscriversi, non quando il saldo è già sparito.
Esiste un'applicazione gratuita per Android o iPhone?
Sugli store ufficiali no: sia Google Play sia App Store vietano questo tipo di contenuti, quindi applicazioni del genere non vengono pubblicate. Quello che circola come «app gratuita» è o un sito che si apre dal browser del telefono, o un file APK da installare a mano disattivando le protezioni di Android, con il rischio di malware che questo comporta.
I bot gratuiti su Telegram sono un'alternativa?
Sono la strada più rischiosa di tutte. Il conto lo paghi con la foto: il file resta sul server di qualcuno che non puoi identificare, senza informativa privacy e senza un modo per chiedere la cancellazione. I canali cambiano nome e spariscono, spesso dopo aver incassato crediti in criptovaluta, che la banca non può farti rimborsare.
Usare un servizio gratuito è legale in Italia?
Il fatto di non aver pagato non cambia nulla. L'art. 612-quater del codice penale colpisce chi diffonde senza consenso immagini manipolate con l'intelligenza artificiale causando un danno alla persona ritratta, e la pena va da uno a cinque anni. Vale la regola di sempre: solo foto tue o di adulti che hanno detto sì, e niente che riguardi altri pubblicato da nessuna parte.